Month: Settembre 2016

LEGGE 107, VICEPRESIDI E DOCENTI IRC

 equlibrioDurante il question-time svoltosi alla Camera mercoledì 21 u.s.,l’on. Santerini ha interrogato il Ministro Giannini circa il problema riguardante i docenti di religione cattolica che, di fatto, non possono ricoprire posti di collaboratore del dirigente esonerato dall’insegnamento. Problema, beninteso, del tutto reale come reali sono diverse problematiche gestionali che la legge 107 ha introdotto. Una per tutte: la non rispondenza delle classi di concorso dei docenti assegnati come organico di potenziamento alle reali esigenze della progettazione educativa e formative delle singole istituzioni scolastiche con (relativa) buona pace per le tante affermazioni di principio sull’autonomia scolastica delle quali la medesima legge è intrisa.

E, guarda caso, proprio la mancanza di titolari IRC nell’organico di potenziamento rende – nei fatti – estremamente difficile ricoprire l’eventuale posto in classe lasciato vuoto dall’esonero come vicario del docente IRC.

Ancora una volta, in mancanza di risorse specifiche, si chiede ai DD.SS. eventualmente interessati (per la verità pochissimi) a districarsi tra norme e “fantasie” attuative.

Spiace avere dovuto assistere ad una sorta di gioco delle parti tra la ministra responsabile del MIUR ed il parlamentare interrogante.

La prima ha infatti sostenuto che non esiste discriminazione degli insegnanti di religione cattolica per il vicariato affermando che la normativa conferisce al DS la possibilità di individuare collaboratori fino al 10% dell’intero organico, anche di religione (tacendo, ovviamente, sulla mancanza di personale IRC nell’organico di potenziamento e quindi evitando di affrontare proprio il nocciolo della questione).

Il secondo (appartenente a gruppo politico della maggioranza di governo) si è dichiarato, bontà sua, soddisfatto ed ha suggerito come soluzione di utilizzare parte dei fondi per le attività alternative alla religione cattolica per pagare gli idonei che sostituiscono i docenti di religione come vicari e cioè pagare un secondo docente IRC. In buona sostanza, quindi, si chiede di utilizzare parte di quei pochi fondi destinati alla realizzazione di una parvenza di reale libertà di coscienza all’interno delle scelte educative delle famiglie (ci si riferisce ovviamente alla scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica) per risolvere un problema (reale) che riguarda, invece, il particolare status dei docenti IRC (ivi compresa l’ingerenza delle curie arcivescovili nelle nomine). Un’autentica ciliegina su una torta già condita con tante altre ipocrisie.