Month: Febbraio 2017

INFORTUNIO A STUDENTE DURANTE LA RICREAZIONE

INFORTUNIO AD ALUNNO DURANTE LA RICREAZIONE

 

PUBBLICATO PER GENTILE CONCESSIONE DELLA SOCIETA’ ITALIASCUOLA

 

QUESITO

Gentili esperti, 
Vorrei sottoporvi un quesito sulla sorveglianza degli studenti durante l’intervallo in una scuola superiore. In tale scuola la vigilanza è organizzata in maniera tale che i docenti sorvegliano gli spazi comuni, vista anche l’ampiezza dell’edificio, lasciando le aule senza docenti perché non sufficienti.
 
Naturalmente in queste aree di solito si trattiene la maggioranza degli studenti. Durante l’intervallo si è verificato un infortunio in un’aula ad uno studente, ed un avvocato ha sottolineato che gli studenti non erano vigilati.
 
Vorrei sapere se potete suggerirmi su cosa mi posso basare per rafforzare il motivo di tale organizzazione, visto quanto recita il codice civile sulla vigilanza degli studenti a scuola. Ringraziando per la collaborazione, porgo cordiali saluti.
 
RISPOSTA

Preliminarmente si ricorda come non sia nè necessario nè opportuno rispondere diffusamente al legale che si appresta a proporre causa per il risarcimento del danno. 
Trattandosi di attività di diritto privato (tali sono sia la questione della vigilanza, sia la gestione dell’infortunio), il nostro ordinamento non configura alcun obbligo collaborativo con la controparte.
 
In questa prospettiva, sarà sufficiente replicare al legale negando ogni addebito per l’accaduto e richiamando, ove esistente, gli estremi della polizza contro gli infortuni, con invito ad attivare i diritti indenni tari ad essa conseguenti.
 

Laddove poi si dovesse provvedere a impostare una linea di difesa nel contenzioso che sarà curato dall’avvocatura dello Stato, ancorché la dinamica del sinistro non sia stata descritta, si potranno svolgere le seguenti considerazioni: 

1) in linea di principio l’intensità della sorveglianza è inversamente proporzionale all’età e al grado di discernimento raggiunto dagli allievi. A ben vedere, il presidio delle parti comuni dell’edificio deve considerarsi adeguato in relazione all’età e alla maturazione degli studenti. Nel caso di una scuola superiore, può legittimamente prescindersi da una vigilanza invasiva e continua. Secondo Corte d’Appello di Trieste, seconda sezione civile, con sentenza del 19 dicembre 2009,n.631 (che conferma Tribunale di Trieste, n.1012/2006), l’obbligo di sorveglianza sullo studente non può estendersi fino a controllarne passo per passo i movimenti (…). 
2) In buona sostanza: l’obbligazione a carico dell’amministrazione scolastica ha per oggetto eventi ragionevolmente prevedibili e non può abbracciare fatti (come l’autolesionismo) che esulano dall’ordinario svolgersi della vita scolastica.
 
3) Per altra via, si potrebbe sostenere che i docenti non hanno mai abbandonato le aule, che restavano comunque sotto sorveglianza, ancorché da un punto ad esse esterno.
 
4) Sarebbe necessario chiarire la dinamica dell’infortunio: una cosa è se l’evento è riconducibile a condotta disciplinarmente rilevante di altro studente, un’altra è se l’infortunio è riconducibile a mera disattenzione dell’infortunato. Va da sé che in quest’ultimo caso (ad esempio il ragazzo è inciampato) l’infortunio non sarebbe stato in alcun modo evitabile nemmeno con la fisica presenza del docente all’interno dell’aula.
 
5) Laddove, invece, lo studente sia rimasto vittima di un fatto illecito altrui, si potrà valutare se possa ipotizzarsi almeno una culpa in educando dei genitori di costui e ciò, ovviamente, a seconda della gravità e dell’intenzionalità della condotta dell’aggressore.
 
6) Si ricorda, infine, che l’obbligo di vigilanza si compendia in due elementi: a) la previsione di misure idonee a impedire il fatto e b) la loro concreta attuazione. In tal senso, potrebbero essere valorizzate come idonee misure preventive l’adozione di eventuali circolari del dirigente scolastico recanti indicazioni agli studenti circa il contegno da osservare durante la ricreazione, come pure le raccomandazioni in tal senso impartite dai docenti.