ASSENZE RIUNIONI POMERIDIANE

 
(per gentile concessione di Italiascuola)
 

Molto spesso i docenti si assentano alle riunioni previste nel piano annuale delle attività adducendo ad improvvisi malesseri o motivazioni di carattere familiari.
Come considerare tale giustificazione?

 

La questione delle assenze degli insegnanti a riunioni rientranti negli impegni di servizio, relativi alle attività funzionali di cui ai punti a) e b) del terzo comma dell’articolo 29 del CCNL 29/11/2007, costituisce, per la particolare connotazione degli stessi e per la lacunosa definizione contrattuale, una delle problematiche più spinose della gestione del loro rapporto di lavoro.

Si ritiene utile premettere alcune considerazioni generali sulle assenze dei docenti a riunioni pomeridiane dopo regolare presenza a scuola per le attività di insegnamento.

In linea generale, riguardo a tali assenze, fermo restando che trattasi di situazione non disciplinata dal CCNL, è da ritenersi che l’ipotesi debba essere ricondotta all’istituto dei permessi brevi (art. 16 del CCNL 29/11/2007), anche se è da rilevare che la relativa disciplina dei permessi brevi è tarata, per il personale docente, sui permessi durante l’orario di insegnamento.

Se dunque –in via generale, si sottolinea – il docente al mattino presta regolare servizio e per il pomeriggio gli subentrano situazioni che rendono impossibile la presenza alla/e riunione/i pomeridiana/e del collegio o del consiglio di classe, dovrà essere da lui richiesta preventivamente (successivamente in caso di impossibilità obiettiva alla preventiva richiesta) e, se possibile, in maniera formale (ovvero scritta) la fruizione di un “permesso breve”: in tal caso, secondo le disposizioni del citato art. 16 del CCNL vigente non è necessaria la produzione di certificazioni mediche o di altra documentazione.

Infatti i “permessi brevi” sono previsti “per esigenze personali e a domanda”, ma il testo contrattuale non pone obbligo di presentazione di idonea documentazione, anche attraverso autocertificazione, come invece stabilito per i permessi retribuiti di cui all’art. 15 dello stesso contratto

Importante è che, per la concessione del permesso, sia verificata la “compatibilità” con le esigenze di servizio ( e nelle riunioni degli organi collegiali, salvo quelle che prescrivono il collegio perfetto, il permesso breve solitamente è compatibile – sotto il profilo formale – con l’attività dell’organo: altra cosa sotto il profilo sostanziale del buon funzionamento dell’organo e dell’attività della scuola) e che al docente stesso sia richiesto dal dirigente, entro due mesi dalla fruizione del permesso, il corrispondente recupero.

Tuttavia, come rilevato in precedenti risposte in argomento, in questo caso sarà per il dirigente estremamente difficile, per non dire impossibile, disporre il recupero in attività funzionali all’insegnamento: infatti queste attengono quasi esclusivamente ad attività di organi collegiali la cui programmazione è stata già definita per l’intero anno.

Infatti si rileva che non è prevista la fungibilità tra ore di insegnamento e ore di attività funzionali all’insegnamento, con la conseguenza che per le ore di permesso fruite in occasione di una riunione del collegio o del consiglio di classe non può essere chiesto il recupero in corrispondenti ore di insegnamento.

Conseguentemente, l’ipotesi perseguibile per ottenere il recupero delle ore di attività funzionali all’insegnamento non svolte per fruizione di permesso breve è quella di rivedere, se la cosa è possibile, eventuali autorizzazioni di esonero da attività collegiali, concesse nel provvedimento di determinazione degli impegni collegiali di cui all’art. 28 comma 4 del CCNL vigente al fine di evitare lo sforamento delle 40 ore di cui alle lettere a) e b) del comma 3 dell’art. 29.

Come si vede le disposizioni contrattuali citate danno modo a docenti non adeguatamente ligi ai doveri di servizio di sottrarsi con una certa facilità agli impegni di lavoro per loro programmati nelle ore funzionali all’insegnamento.

Si rileva tuttavia che per la fruizione di questa tipologia di permessi il tetto massimo è di 18 ore.

Se, invece, il docente imputa a malattia l’assenza alla riunione del pomeriggio, con relativo certificato medico che decorre dalla medesima data, si ritiene che l’assenza per malattia non possa che riferirsi all’intera giornata dal punto di vista del trattamento economico; infatti, l’assenza per malattia si riferisce non ad ore ma all’intera giornata.

In tal senso soccorre in via analogica il seguente orientamento applicativo dell’ ARAN dell’11 giugno 2013 relativo al Comparto Scuola:

“Come vanno considerate le ore lavorate se viene successivamente rilasciato un certificato medico nella stessa giornata lavorativa per sopravvenuto malore?
In caso di uscita anticipata dal lavoro a seguito di un problema di salute come deve essere considerato il servizio prestato nella stessa giornata?

Questa Agenzia ritiene utile chiarire che la problematica oggetto del quesito non è disciplinata dal CCNL del comparto scuola e al riguardo si può solo far riferimento alla giurisprudenza che distingue due ipotesi:
a) certificato medico rilasciato al termine di una giornata lavorativa: la prognosi comprende anche il giorno del rilascio, nonostante risulti lavorato (Cassazione, 6.2.1988 n.1290); non si ritiene che abbia alcun rilievo, a tal fine, la circostanza che il giorno risulti lavorato per intero o solo in parte;
b) La giornata non sarà considerata assenza per malattia se la relativa certificazione medica ha decorrenza dal giorno successivo a quello della parziale prestazione lavorativa.
Pertanto, non è ipotizzabile, in mancanza di una esplicita ed espressa scelta contrattuale in tal senso, la soluzione di riconoscere al dipendente un riposo compensativo di entità pari a quella della prestazione lavorativa resa nella giornata in cui è insorta la malattia; questa, infatti, si traduce nel riconoscimento di un beneficio aggiuntivo al dipendente che, per quella giornata, non solo si vede riconosciuto il trattamento economico di malattia (che riguarda l’intera giornata), ma può beneficiare anche di un riposo ulteriore (con oneri indiretti aggiuntivi per l’amministrazione).”