CALENDARIO SCRUTINI FINALI

 

(per gentile concessione di Italiascuola)

 

Domanda
Un dirigente scolastico chiede:
Poiché è mia intenzione presidiare tutti gli scrutini ed essendo l’istituto molto grande ho proposto al collegio la fine dell’attività valutativa a venerdì 5 giugno, mantenendo la fine delle lezioni al mercoledì 10 giugno. Tutto ciò mi consentirà di anticipare gli scrutini a lunedì 8 giugno per completarli in tempo, vista la plenaria degli esami di stato il giorno 16 giugno.
Poiché leggo di sentenze che condannano tale procedura, ma di commenti che dicono invece sia possibile motivando adeguatamente, chiedo come sia meglio procedere per la tutela da eventuali ricorsi.
 
 

Risposta
La questione della calendarizzazione degli scrutini finali è particolarmente delicata, anche perché, troppo spesso, non vi è un sufficiente coordinamento tra i calendari regionali e le date degli esami di Stato.
In linea generale, le norme del testo unico prevedono che gli scrutini debbano svolgersi dopo il termine delle lezioni (anche se tale previsione è esplicitata in un articolo che dovrebbe essere oggetto di profonda revisione perché, in teoria, parzialmente abrogato dal D.Lgs 226/05 ma non sostituito da una nuova normazione).
Nella pratica, quando il termine delle lezioni è collocato a ridosso dell’inizio degli esami, tale circostanza consente di avere a disposizione solo qualche giorno utile prima dell’insediamento delle commissioni di esame. Molti istituti hanno cinquanta o più classi da scrutinare: la compressione degli scrutini in tempi così brevi rischierebbe di limitare il diritto di ciascuno studente ad una valutazione serena e ad una discussione distesa delle situazione individuale. E quindi, nel bilanciamento degli interessi, quello ad una valutazione corretta, a nostro parere, prevale sugli altri.
Né vale argomentare che si sarebbe potuto recuperare l’esito finale in una materia se si fosse avuto un giorno in più per essere interrogati: non si può ritenere che l’eventuale interesse di un singolo a “recuperare” in extremis quello che non ha fatto in un anno possa prevalere sull’interesse di tutti ad uno scrutinio condotto con tempi più rispettosi della serenità di giudizio richiesta.
Nel caso in oggetto, pare evidente che organizzare gli scrutini in quattro giorni lavorativi (o quattro giorni e mezzo) per 77 classi non solo rende impossibile la partecipazione del dirigente scolastico in qualità di presidente del consiglio di classe, ma provoca anche grossi problemi di sovrapposizione di docenti e implica una estrema compressione dei tempi.
Quindi, l’ipotesi prefigurata che prevede lo svolgimento degli scrutini nel pomeriggio dei giorni 8 e 9 giugno senza peraltro modificare il calendario delle lezioni, si ritiene possa essere percorribile utilizzando gli strumenti dell’autonomia organizzativa, per evidenti e motivate “cause di forza maggiore”, come nel caso in esame, soprattutto se supportata da una delibera motivata del Collegio.

Tre puntualizzazioni sul tema “giurisprudenza”:

1) non esistono sentenze significative che si occupano specificamente di questo tema, esistono sentenze che si occupano di altro, che si limitano a citare le norme che dicono che gli scrutini devono svolgersi dopo il termine delle lezioni;

2) è noto evidentemente anche a noi che esistono svariate diffide sindacali alle scuole sul tema dell’anticipo degli scrutini, ma fino a quando queste non arriveranno, come esito, al pronunciamento delle Corti Superiori, vanno valutate per quello che sono, delle diffide, appunto, la cui fondatezza è in questa fase opinabile.

3) E’ evidente che non essendoci precedenti giurisprudenziali un pò di rischio si corre, a fronte della norma citata più sopra, ma noi riteniamo che in molti casi “di forza maggiore” appunto, non ci siano alternative.